La loro realizzazione comporta un ridotto movimento di terra e comprende l'esca-vazione di solchi profondi da 0.3 a 0.5 m ed altrettanto larghi, ove vengono siste-mate orizzontalmente le fascine di rama-glia, prelevate da specie legnose con buona capacità di propagazione vege-tativa. E' sufficiente che in ogni sezione trasversale della fascina siano previsti 5 verghe di almeno 1 cm di diametro, con punti di legatura distanti 70 cm uno dall'altro. La costruzione avviene fissando le fasci-ne di ramaglia con paletti in legno vivo ( pioppi o salici ) o morto ( castagno, lari-ce, ecc. ) lunghi almeno 60 - 100 cm e diametro compreso fra 5 e 10 cm, infissi nel terreno attraverso la fascina od a valle di essa. Lo scavo è quindi ricoperto con un leggero strato di terreno prove-niente dagli scavi dei fossi superiori. Le file di gradoni con le fascine di rama-glia sono eseguite orizzontalmente, se-condo le curve di livello o con una leggera inclinazione obliqua rispetto al pendio per aumentare la capacità di deflusso delle acque superficiali e l'efficacia drenante del sistema. La distanza tra file succes-sive si aggira mediamente intorno a 1.5 - 2 m. Una variante di questo sistema, applicata dove si richiede una maggiore efficacia consolidante dell'intervento, prevede l'associazione delle fascine con viminate. La grata viva è un sistema utilizzato con successo negli interventi di sistemazione e stabilizzazione di pendii in erosione o in frana, caratterizzati da inclinazione molto elevata ( anche maggiore di 45° ), dove non è possibile ridurre la pendenza con il modellamento dei versanti. Per inclinazioni superiori a 40° - 45 ° e fino a 55° - 65° e superfici di posa irre-golari, si possono realizzare dei riversa-menti riportando del terreno tra una rete di contenimento ed il pendio. L'elemento di contenimento sarà costituito da una geostuoia tridimensionale in polipropilene armata con rete metallica a doppia tor-sione a maglie esagonali realizzata con trafilato d'acciaio protetto con lega eu-tettica di zinco-alluminio ( galfan ). La geostuoia armata verrà ancorata con idonee chiodature alla scarpata rocciosa. Successivamente si potranno posare piantine, talee ed effettuare una idro-semina a spessore. Questo sistema è utilizzato negli inter-venti di sistemazione, ripristino ambien-tale e consolidamento dei pendii e delle scarpate in materiali granulari o roccia, privi di terreno vegetale, e caratterizzati da pendenze molto alte, superiori a 35° - 40°. I rivestimenti con materassi rinverditi e con tasche vegetative sono impiegati frequentemente negli interventi di risa-namento di siti estrattivi degradati, nella protezione e nel rinverdimento di scar-pate naturali, come pareti rocciose, o artificiali, come ad esempio scarpate di rilevati ferroviari o stradali. |