L'applicazione di tiranti, bulloni e chiodi di ancoraggio nell'ammasso roccioso, sono alcuni dei moderni sistemi maggiormente usati in Italia e negli altri paesi esteri per la stabilizzazione dei fronti di scavo o di scarpate e pendii instabili. Questi sistemi sono definiti "attivi" in quanto migliorano sensibilmente le caratteristiche geomec-caniche dell'ammasso roccioso, aumen-tando le forze di resistenza al taglio ( coesione ) . In funzione della tipologia e dell'azione esercitata, gli elementi metallici di rinforzo sono chiamati rispettivamente chiodi, bulloni e tiranti di ancoraggio. I "chiodi" sono ancoraggi costituiti da aste metalliche ( o di vetroresina, fibre di carbonio o altro materiale ) integralmente connesse al terreno e sollecitate in fase d'esercizio prevalentemente a taglio ( nel qual caso l'intervento è chiamato "chio-datura" ). L'ancoraggio alla base può essere mec-canico, realizzato mediante dispositivi di espansione che entrano in funzione durante la fase di avvitamento del dado ( bullone ad espansione ), oppure me-diante cementazione con boiacca di ce-mento o resine dell'intercapedine foro- bullone che può interessare un tratto della estremità inferiore o l'intera lun-ghezza del foro ( bulloni cementati ). I chiodi ed i bulloni sono fissati sulla superficie esterna, in genere, mediante piastra di ripartizione e dispositivo di bloccaggio ( dado ). I tiranti di ancoraggio sono elementi di rinforzo sollecitati in esercizio da sforzi di trazione e capaci di trasmettere forze resistenti all'ammasso roccioso o terreno in cui sono inseriti. Un tirante tipico d'ancoraggio è costituito da una "testa" munita di piastra di ri-partizione e sistema di bloccaggio, col-legati ad una "parte libera", che com-prende la porzione tensionabile e la guaina di rivestimento, ed una "fondazione", dotata di armatura. L'ancoraggio della fondazione nella roccia intatta e stabile, può realizzarsi mediante un dispositivo ad ancoraggio meccanico o per cementazione. La testa del tirante è di solito cementata ad una struttura di sostegno quale: muri, diaframmi o pali. I tiranti d'ancoraggio possono essere:
L'inserimento ed il bloccaggio di un'asta, o tondino metallico nell'ammasso roccioso o nel terreno, fornisce un notevole incre-mento delle forze resistenti e della stabilità dello stesso, rendendolo auto-portante. Il distacco e la caduta di masse rocciose da pareti e versanti costituisce uno dei maggiori rischi geologici al quale sono esposte persone ed infrastrutture di vario tipo, presenti in ambienti rupestri e montani. La progettazione delle opere di difesa presuppone una serie d'indagini preven-tive ed accurate per l'accertamento dei principali aspetti geologici, geomeccanici, geomorfologici ed idrogeologici, oltre che ambientali ( clima, vegetazione ). Le opere di difesa dalla caduta massi sono comunemente distinte in due prin-cipali categorie: "opere di difesa attiva" ed "opere di difesa passiva". Si definiscono "attive" le opere che han-no la funzione di prevenire, impedire o ri-durre il distacco, la caduta e il rotola-mento e il movimento di masse detritiche. In alcuni casi particolari, per evitare lo spostamento dell'opera da proteggere in luoghi più sicuri, si possono anche rea-lizzare gallerie artificiali paramassi. Le opere di difesa attiva comprendono:
Le opere di difesa passiva comprendono:
Le principali tipologie di opere di difesa massi, sia attive che passive, più fre-quentemente impiegate negli interventi di sistemazione e stabilizzazione delle pareti e dei versanti rocciosi instabili sono:
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